L’AI nelle pubbliche amministrazioni necessita di accortezze per non ledere i dati personali. L’indicazione arriva dalla newsletter del Garante della Privacy, attraverso la quale si esprime “parere favorevole sullo schema di regolamento della Provincia autonoma di Trento che disciplina l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale a supporto dell’attività amministrativa e dei processi organizzativi, ponendo alcune condizioni per assicurare il pieno rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali”.
Fra le prime applicazioni da adottare a questo scopo, sottolinea il Garante, c’è “il sistema di protocollazione e gestione documentale. Nel valutare lo schema – che punta a migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa e la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese – l’Autorità ha individuato alcuni profili da rivedere per innalzare la tutela dei dati”.
Nell’indicazione, il Garante spiega che innanzitutto “occorre definire con fonti normative adeguate gli elementi essenziali dei trattamenti. Il Garante ha rilevato, infatti, che alcuni aspetti relativi alle categorie particolari di dati personali e ai dati relativi a condanne penali e reati non possono essere disciplinati esclusivamente attraverso le schede tecniche predisposte dalle singole strutture amministrative, nelle quali si descrive l’impiego dell’IA in una determinata attività amministrativa”.
Pertanto, si legge ancora nella newsletter, diventa “necessario riformulare le disposizioni rinviando ad atti di rango almeno regolamentare oppure, per le categorie particolari di dati, a un atto amministrativo generale della Provincia. Un secondo aspetto riguarda l’effettiva possibilità di esercitare i diritti di rettifica e cancellazione da parte degli interessati. La valutazione d’impatto allegata allo schema evidenzia che correggere o cancellare un dato alla fonte non significa necessariamente modificarne gli effetti su un modello di IA già addestrato”.
In conclusione, considerando “questa criticità”, il Garante si sofferma sulla “necessità di adottare misure tecniche e organizzative che garantiscano l’effettivo esercizio dei diritti di rettifica e cancellazione, indipendentemente dal sistema o dal modello di intelligenza artificiale utilizzato”.
Ricordiamo che l’azione del Garante per la protezione dei dati personali è finalizzata a tutelare i diritti riconosciuti alle persone in materia di protezione dei dati, riconoscere le tutele previste dalla normativa in vigore e come attivarle. Inoltre, tende a proporre suggerimenti ed esempi di buone pratiche per proteggere meglio i propri dati nelle varie situazioni ed attività della vita quotidiana.



