
Oltre il metal detector. La sicurezza comincia prima del cancello
Disagio giovanile e comunità educante

Disagio giovanile e comunità educante

La scuola non deve inseguire ogni professione del futuro, ma formare menti capaci di pensare, imparare, disimparare e orientarsi nel cambiamento.

L’Esame di Stato non dovrebbe certificare l’adattamento dei giovani alla società del rendimento, ma riconoscere il loro diritto a crescere, sbagliare e immaginare il futuro.

Il pensiero di Edgar Morin ricorda che educare non significa semplificare il mondo, ma aiutare gli studenti a collegare, comprendere e decidere nell’incertezza.

Non basta trasmettere saperi: educare oggi significa aiutare le nuove generazioni a orientarsi in un mondo incerto, digitale e in continua trasformazione

Dalla verifica delle conoscenze al riconoscimento del percorso: la scuola è chiamata ad ascoltare ciò che ogni studente è diventato.

Ogni parola pronunciata nello spazio pubblico educa, orienta, costruisce o ferisce. Per questo l’esempio degli adulti resta una delle prime forme di cittadinanza.